
Un viaggio a Liverpool, quattro anni dopo. Un sacco di cambiamenti, a partire dalla ruota panoramica che 5 anni fa non c’era. La ruota è il simbolo dell’avvenuta rinascita urbana. C’è a Londra (la più grande di tutte), ma anche a Leeds, e poi a Manchester, e qui a Liverpool nell’Albert Dock. Sovrasta il museo dello schiavismo, l’attività economica che la fece grande. Le ruote non portano soldi, ma la dicono lunga sull’idea dei pianificatori inglesi su cosa sia la rinascita urbana: un’idea da giostra, da luna park per bambinoni cresciuti. Anzi, l’idea è ancora più rudimentale: rinascita è costruire un centro commerciale in città, o trasformare il vecchio centro cittadino in un polo commerciale con isole pedonali. E così questa volta ho trovato il LiverpoolOne, che 5 anni fa non c’era. E’ un enorme centro commerciale in pieno centro città, che si stende quasi sulla riva del Mersey: 160 tra negozi e grandi distributori su circa 17 ettari. La società Grosvenor ha investito per questo Mall un miliardo di sterline (1,2 miliardi di euro). Il proprietario di Grosvenor è il Duca di Westminster che, con una fortuna di 6 miliardi di sterline, è il terzo uomo più ricco della Gran Bretagna. Ma la crisi ha colpito anche qui: attorno ai negozi del centro commerciale gli appartamenti di lusso sono ancora sfitti. Migliaia di appartamenti sono vuoti… A proposito di crisi economica la cattedrale protestante di Liverpool ha avuto una grande (???) pensata: sfruttare se stessa. Tanto per cominciare le navate possono diventare una incredibile sala concerti. In cartellone show di musica sacra, ma anche musica classica e concerti di soul music. Si parla ancora un gran bene di una serata omaggio agli artisti dell’etichetta Tamla-Motown e di una strepitosa esibizione di Percy Sledge. Le navate della cattedrale possono essere affittate anche per cene o convention aziendali. Se il cliente cerca qualcosa di più raccolto, nessuna paura. Al piano di sotto c’è la vecchia chiesetta su cui è stata edificata la cattedrale. E’ uno spazio intimo, affascinante e carico di spiritualità. All’occasione può diventare un’ottima VIP area. La cattedrale dispone anche di un caffè e di uno shop. Nel primo pare venga servita una delle migliori minestre della città. Il secondo, vende di tutto. Riproduzioni della cattedrale, memorabilie e cd dei Beatles. Statuine del presepio e tazze per il tè. Copie della bibbia e animaletti di peluche. Lo shop è tappezzato da curiosi manifesti che recitano “Thank god for football”. Colgo l’implicito invito e decido di andare a vedere una partita del Liverpool. Purtroppo ho scelto un fine settimana in cui gioca fuori casa. Poco male. I Reds affrontano lo Stoke, la squadra della città di Stoke On Trent. Un’oretta di distanza da Liverpool. Una partita allo stadio dello Stoke è un’esperienza mistica…
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“I Rom hanno una mappa infinita nel palmo della mano. Io cercavo affannosamente la mia, strofinando sotto un filo d’acqua le mani sporche di terra; mio padre vedeva la sua, con più chiarezza. Avevo sei anni, e non sapevo ancora bene cosa volesse dire partire”. Una giovane Rom di nome Rebecca inizia a soli sei anni un forzato e lungo viaggio itinerante, che dal Sud America l’ha portata in Europa e infine in Italia. Una vita la sua, intrisa di drammi e dolori. Sgomberi forzati delle baracche, incendi nei campi di Napoli, lunghe notti all’addiaccio nei giardini pubblici di Milano, all’interno di vagoni abbandonati. Rebecca ha però una capacità fuori dal comune, un dono innato: comunica con i colori. Il fascino per la pittura la attrae fin dalla nascita e disegna usando quello che trova, bastoncini, mattonelle colorate e addirittura sassi. Finché qualcuno non le regala una scatola di tempere… Rebecca è venuta a trovarci a Radio Popolare e ci racconta dei suoi viaggi e della sua passione per la pittura. A qualche anno di distanza dall’ultima volta torna ai nostri microfoni anche Marina, una rom del campo milanese di via Idro. A differenza di Rebecca lei è stanziale da una vita. Ci racconta come si vive in un campo rom e i sogni di una donna madre di cinque figli…





