Questa puntata è a cura di Paola Piacentini
Ci mettiamo in cammino in Sardegna, per scoprire il territorio di Luogosanto, un piccolo paese della Gallura pieno di storia e spiritualità, da secoli meta di pellegrinaggi. Siamo sulle pendici del monti Ghjuanni e ci muoviamo lentamente in un paesaggio verdeggiante, dominato da spettacolari panettoni di granito, querce di sughero millenarie, chiese campestri, tracce di siti nuragici e stazzi, i tipici insediamenti rurali del gallurese. Il mare dista solo una ventina di chilometri ma la vita turistica della costa non sembra sfiorare Luogosanto.
Un incontro alla volta, ascoltando le voci degli abitanti e le nostre guide, entriamo in contatto con le tradizioni del posto che, seppur antichissime, continuano ad animare e a scandire la vita del paese. Il perno della comunità è infatti la Basilica di Nostra Signora di Luogosanto, fondata dai primi frati francescani arrivati sull’isola e celebrata con la festa manna, la grande festa di inizio settembre. A farci viaggiare nelle sonorità tradizionali è il maestro Peppino Bande che con il suo organetto diatonico accompagna il danzatore Alessandro Secchi e il gruppo folk locale “Civitas Mariana”.
Inoltre, scopriamo anche il lato sportivo di Luogosanto, “paradiso dell’arrampicata”. Infatti nel 2015 è stata aperta una zona di allenamento per bouldering nel parco delle Tre cime, a ridosso del paese, dove sono stati puliti e segnalati un centinaio di massi millenari con varie difficoltà d’arrampicata. E sono proprio gli sport – il trekking, l’arrampicata, il kayack – ma anche certamente i cammini, a offrire delle opportunità alle aree interne dell’isola che tra l’altro vivono il problema dello spopolamento.
Da Luogosanto partono diversi itinerari che portano a siti storici, naturalistici e religiosi suggestivi, come l’eremo di San Trano ricavato nella pietra granitica, i ruderi del Palazzo di Baldu con la chiesetta di Santo Stefano, i resti del castello di Balaiana, sulla sommità del colle di San Leonardo o l’incantevole vallata di Crisciuleddu, dove – per la felicità di chi è appassionato di silvoterapia! – si può abbracciare una quercia da sughero monumentae dal diametro di 4 metri, uno degli esemplari piú imponenti di questa specie.
Altro buon motivo per fare tappa da queste parti è la cantina delle vigne di Piero Mancini , nota per il Vermentino di Gallura DOCG, di cui ci racconta Laura Mancini.
Da tre anni a questa parte, grazie al progetto Noi camminiamo in Sardegna , la Regione si sta impegnando a promuovere un modello di turismo lento e consapevole legato ai cammini percorsi nel corso dei secoli da pelligrini e a destinazioni come Luogosanto, in cui la dimensioni spirituale si intreccia con quella culturale. Ce ne parla Luca dei Cas, responsabile del settore cammini di Terre di Mezzo, casa editrice che sta lavorando accanto all’Assessorato del Turismo della Regione Sardegna.
Ph Federica Serra/Noi camminiamo in Sardegna