Come va a Cuba?

Andrea Cegna, reduce da un viaggio a Cuba con gli ascoltatori di Radio Popolare, ci regala alcune pagine del suo diario di viaggio: “Cuba ti entra nel cuore. Quando arrivi la prima volta ti cattura per la sua bellezza, per la stravaganza della sua popolazione, per la forza, per il coraggio e per la sua storia rivoluzionaria che se pur acciaccata continua a vivere. Cuba è così: ti avvolge e ti cattura, ti perdi per le vie dell’Avana e per il mare dei Cayos, cammini e scopri piante, fiori e animali. Il suo passato coloniale rimane impresso in case e monumenti così come l’orgoglio anti-coloniale batte nei cuori, anche in quelli che sono più che critici con il presente dell’isola. Josè Marti e Fidel Castro sono giganti ricordati con gioia, il bloqueo statunitense è pesante e condiziona la vita del paese così come gli errori che dal 1959 sono stati fatti, perché pensare che i problemi energetici e sociali di Cuba siano solo colpa degli USA è assolvente e non veritiero. Andare in giro per l’isola è fantastico perché la sicurezza la respiri assieme alla libertà e all’unicità culturale che fanno di Cuba un posto magico e ricco di quella ricchezza che non si misura in Pesos, Euro o Dollari. La musica è presente in ogni angolo, e i giovani e le giovani si aprono le loro storie e strade a suon di reparto che si scontra con la musica tradizionale. E’ un luogo contraddittorio perchè imperfetto ed è quindi un posto dove l’umanità è ben più presente dell’economia. Andare a Cuba è bello e necessario, urgente perché il rischio che il capitale trionfi e cancelli l’unicità di un luogo che non va mitizzato, ma vissuto e capito per non ricadere negli stessi errori”.

Sara Milanese intervista, davanti al monumento al treno di Santa Clara, il Capitano Mario, un signore di 93 anni, dallo sguardo limpido e l’andamento fiero nonostante l’età, che ha combattuto al fianco di Che Guevara nell’assalto al convoglio dei lealisti. Il Capitano Mario ci racconta il suo ruolo nella battaglia, avvenuta tra il 29 dicembre del 1958 e il 1 gennaio del 59, che ha segnato un importante primo passo per la debacle del regime di Batista.

Alfredo Somoza analizza la situazione attuale di Cuba: cosa cambierà con la presidenza di Donald Trump e che futuro immediato si prospetta per il popolo cubano e per il governo attualmente al potere.

Laura Putti ci introduce alle pagine di “L’Avana mi parla”, uno splendido romanzo di Antòn Arrufat (Ventanas edizioni). Un nonno e un nipote passeggiano per le strade dell’Avana alla ricerca degli scrittori e dei poeti attraverso i palazzi in cui abitarono, i salotti in cui si riunirono in interminabili tertulias.

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