Il cuore di Londra batte sottoterra

Londra

Quello di oggi è un viaggio nella capitale inglese che non vede mai la luce del sole e che sta diventando un modello di crescita urbana e di aggregazione sociale unico al mondo. Nei tunnel dismessi della metropolitana o in quelli utilizzati come rifugi antiaerei durante la seconda guerra mondiale stanno aprendo ristoranti, open space per lo shopping, cinema, teatri e musei. E c’è anche chi coltiva ortaggi e insalata. Emilia Antonia De Vivo, il nostro architetto di riferimento, sceglie come esempio il Thames Tunnel, una galleria sotto il Tamigi che collega Rotherhithe con Wapping. Realizzata tra il 1825 ed 1843 grazie all’ingegno di Sir Marc Brunel e di suo figlio Isambard Kingdom Brunel, a metà ‘800 serviva ai nobili per attraversare il fiume in carrozza (attualmente fa parte della rete ferroviaria London Overground). L’affascinante storia di come il tunnel fu costruito è esposta al Brunel Museum, uno spazio collocato là dove un tempo erano ospitate le macchine a vapore utilizzate per mantenere il tunnel asciutto. Recentemente lo studio di architettura Tate Harmer ha ultimato la ristrutturazione del pozzo di aerazione del tunnel, ora utilizzato per eventi e spettacoli. L’accesso al pozzo è garantito da una piattaforma panoramica a doppia altezza e da una scala monumentale. Il visitatore viene guidato in uno spazio di circa 15 metri di diametro e 15 di profondità, caratterizzato da pareti in mattoni annerite dal fumo dei treni a vapore, che offre uno scenario industriale di grande impatto. La scala è una struttura in acciaio verniciato scuro con il corrimano di un rosso brillante, che appare come un nastro colorato che accompagna in profondità, e funge da quinta teatrale di questo luogo lasciato il più possibile intatto, in modo tale da non alterare il suo forte fascino storico. Oltre al Brunel Museum uno spazio museale che merita di essere scoperto è il Foundling Museum, il “museo dei trovatelli” in Brunswick Square. Il Foundling Museum originariamente era una delle prime case di Londra per bambini abbandonati ed ospitò oltre 27.000 bambini prima della chiusura. Da allora si è trasformata in un museo specializzato con un’ampia collezione di opere d’arte e documenti storici legati ai bambini ospitati e alle terribili condizioni sociali che costringevano i genitori ad abbandonarli. Uno dei suoi fondatori, William Hogarth, incoraggiò gli artisti del suo tempo a donare alla casa opere d’arte in modo da poter ricavare denaro dal pubblico che desiderava ammirare tali opere. Creò così la prima galleria della città nella Foundling House, e ora questo museo londinese ospita opere di artisti quali Gainsborough e Hogarth stesso. Emilia ci racconta della nuova Tate Modern che aprirà i battenti il prossimo 17 giugno (un nuovo edificio di dieci piani dal volume piramidale sfaccettato di vetro e mattoni, che lo studio svizzero Herzog & de Meuron ha innalzato accanto all’ex centrale elettrica di Bankside, sopra le enormi cisterne sotterranee – The Tanks). Invece Coco Michetti, dj di Radio Popolare, ci racconta di alcune venues imperdibili per chi vuole sentire la musica giusta al posto giusto. Da Under the Bridge in Fulham Road ai Tobacco Dock a Wapping, senza dimenticare i templi musicali di Dalston: il Passing Clouds (reggae), the Nest (elettronica), il Vision e il Birthday  (hip hop). Per la cena il consiglio è Gola, al 787 di Fulham Road, un ottimo ristorante italiano con un menu farcito di piatti afrodisiaci.

P.S. Parlando della Londra sotterranea va fatto almeno un cenno alla sua metropolitana. In occasione delle celebrazioni dei suoi 150 anni è uscito un libro che consente di fare un giro nella storia della grafica: London Underground by Design (Penguin, pagg. 288, 24 Euro). Imperdibile

Ascolta il podcast:

Città di memoria

Comune di Parigi

«Ho sempre pensato che certi luoghi sono calamite, che ti attraggono se passi nei paraggi». Con queste parole in epigrafe del Nobel Patrick Modiano si apre l’introduzione al nuovo libro di Mario Maffi, Città di memoria (il Saggiatore). Come un rabdomante di storie Maffi si aggira per i luoghi in cerca di rimanenze della storia e della memoria, elementi sospesi in una sacca di tempo, in attesa di essere riportati alla luce. E’ lo stesso Mario Maffi, per oltre quarant’anni docente di Letteratura e cultura angloamericana all’Università degli Studi di Milano, a guidarci nel passato e nel presente di sei metropoli: New York, New Orleans, Parigi, Manchester-Salford e Londra. Un viaggio che parte dal Lower East Side, prediletto territorio d’esplorazione newyorkese: Mario ne ripercorre la storia a partire dai grandi tenements stipati di immigrati… A seguire esploriamo New Orleans (già sfiorata da Mario in un altro libro maestoso come Mississippi, che in Francia, gli è valso il Premio Ptolémée de Géographie), scoprendo la Napoleon House e la Faulkner House Books. Segue il vagabondaggio sotto le ceneri della Comune di Parigi… Ci sono poi le città gemelle di Manchester e Salford, per raccontare il massacro di Peterloo che ispirò versi a Shelley e a Byron contro un politicante («Qui giacciono le ossa di Castlereagh / Fermatevi, viaggiatori, e pisciate»). E infine c’è l’East End di Londra, forse la città più amata da Maffi…