{"id":6683,"date":"2024-07-28T14:08:33","date_gmt":"2024-07-28T13:08:33","guid":{"rendered":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/?p=6683"},"modified":"2024-07-29T10:44:51","modified_gmt":"2024-07-29T09:44:51","slug":"turismo-responsabile-in-senegal-eo-in-sardegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/?p=6683","title":{"rendered":"Turismo responsabile in Senegal (e\/o in Sardegna)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6684\" src=\"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/01_St.-Louis_Senegal.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/01_St.-Louis_Senegal.jpg 720w, https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/01_St.-Louis_Senegal-592x380.jpg 592w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p>Due otttime mete per praticare il <em>Turismo responsabile&nbsp;sostenibile<\/em> sono il nord del Senegal e la Marmilla, una subregione della Sardegna posta nella parte centro-meridionale della regione. Il turismo&nbsp; responsabile sostenibile ha tre dimensioni: il turista lascia qualcosa al territorio \u2013 coinvolgimento delle realt\u00e0 presenti nel territorio tutela ambientale e fruizione attraverso metodi educativi.<\/p>\n<p><strong><em>Saint-Louis<\/em><\/strong>, la \u201cVenezia d\u2019Africa\u201d, la vecchia capitale del Senegal che ha saputo conservare l\u2019antico splendore coloniale nonostante la povert\u00e0, dista poco pi\u00f9 di un\u2019ora di macchina dal <em>Parco di Djoudj<\/em>, uno dei principali santuari dell\u2019Africa Occidentale per gli uccelli migratori. L\u2019area rappresenta la prima zona di rifornimento d\u2019acqua, dopo un percorso di oltre 200 km sopra il deserto del Sahara, per intere colonie di volatili. Migliaia di fenicotteri rosa qui nidificano regolarmente, cos\u00ec come oltre 5.000 pellicani bianchi, anitre fischiatrici dalla faccia bianca, oche dallo sperone, aironi rossi, nitticore, spatole, cormorani e otarde arabe. In totale quasi 360 specie di uccelli, di cui 58 nidificanti. A cui bisogna aggiungere 92 specie ittiche, e poi coccodrilli, varani, scimmie, facoceri, gazzelle e sciacalli. Gli abitanti che abitano nelle loro adiacenze fornisconoguardie ecologiche che organizzano escursioni nel parco e, grazie al comitato, coordina una serie di strutture legate al funzionamento delle aree protette. I profitti generati dalla gestione turistica (il noleggio delle piroghe, il negozio artigianale posto all\u2019ingresso del Parco, il campement) vengono poi reinvestiti per lo sviluppo della comunit\u00e0 e per il ripristino di aree danneggiate.<br \/>\nA sud di Saint-Louis c&#8217;\u00e8 il <strong><em>Parco Nazionale della Langue de Barbarie<\/em><\/strong>, una stretta lingua di terra che corre per 60 km, separando il fiume Senegal dall\u2019oceano Atlantico. I 2000 ettari del Parco danno rifugio a numerose specie di uccelli acquatici come sterne, gabbiani, aironi e garzette. Purtroppo qui l\u2019impatto dei cambiamenti climatici \u00e8 evidente: ogni anno l\u2019oceano erode cinque metri di costa, 300 famiglie hanno gi\u00e0 dovuto lasciare le proprie case. Su questa barriera naturale vivono oggi circa 80mila persone, per lo pi\u00f9 di etnia Lebou. Pescatori da secoli, si tramandano le conoscenze acquisite di generazione in generazione: l\u2019oceano \u00e8 per loro la principale fonte di sostentamento, ma oggi si trovano ad affrontare condizioni sempre pi\u00f9 avverse, al limite della sopravvivenza. L\u2019innalzamento delle temperature delle acque e la pesca intensiva praticata dai pescherecci stranieri <strong><em><a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/la-falsa-soluzione-dellacquacoltura-che-sottrae-risorse-ai-paesi-africani\/\">stanno riducendo disponibilit\u00e0 di risorse ittiche<\/a><\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong><em>Marmilla<\/em><\/strong> \u00e8 quasi un micro-continente dove si parla una lingua antichissima, popolato di gente asciutta, intensa e arcaica come i suoi monumenti pi\u00f9 noti: i <em>nuraghe<\/em>. Vanta una tradizione agricola secolare: sempre fiorente e gloriosa, tanto che l\u2019Antica Roma considerava la Sardegna uno dei suoi principali granai. Furono proprio i romani a battezzarla optando per&nbsp; un nome scelto per assonanza: le colline coniche che costellano la campagna sembrano infatti delle \u201cmammelle\u201d.&nbsp; E&#8217; nei paesini della Marmilla che si celebra il <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pedrasetsonus\/?locale=it_IT\"><strong><em>Festival Pedras et Sonus-Tenore<\/em><\/strong><\/a>. Nato nel 2022, \u00e8 dedicato specificatamente al canto a Tenore, canto tradizionale sardo patrimonio immateriale dell\u2019Unesco<\/p>\nngg_shortcode_0_placeholder\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due otttime mete per praticare il Turismo responsabile&nbsp;sostenibile sono il nord del Senegal e la Marmilla, una subregione della Sardegna posta nella parte centro-meridionale della regione. 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