{"id":6262,"date":"2024-01-07T13:40:55","date_gmt":"2024-01-07T12:40:55","guid":{"rendered":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/?p=6262"},"modified":"2024-01-09T10:47:01","modified_gmt":"2024-01-09T09:47:01","slug":"le-geografie-di-fabrizio-de-andre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/?p=6262","title":{"rendered":"Le geografie di Fabrizio De Andr\u00e8"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6263\" src=\"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/01_Dori-e-Faber-800x432.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/01_Dori-e-Faber-800x432.jpg 800w, https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/01_Dori-e-Faber-768x415.jpg 768w, https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/01_Dori-e-Faber-704x380.jpg 704w, https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/01_Dori-e-Faber.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Son passati venticinque anni da quando Fabrizio De Andr\u00e9 se n\u2019\u00e8 andato. Un soffio.<br \/>\nPer ricordarlo abbiamo deciso di percorrere, insieme alle sue canzoni, le sue geografie. Ovviamente siamo partiamo da Genova, la sua citt\u00e0. E altrettanto ovviamente volendo ripercorrere le geografie genovesi di Faber non bisogna partire da antichi palazzi nobiliari, che nella citt\u00e0 della Lanterna non mancano. Si deve i raggiungere la citt\u00e0 vecchia, quella che Faber&nbsp; ha fotografato con questi versi con i versi de <em>La citt\u00e0 vecchia<\/em>. Fabrizio era un tifoso del Genoa calcio. Un legame nato nel 1947, quando allo stadio vide la squadra perdere contro il Grande Torino: &#8220;Mi piace il Genoa&#8221; sentenzi\u00f2 &#8220;perch\u00e9 ha i colori come le tute degli operai del comune&#8221;.<br \/>\n<em>&nbsp;<\/em>\u201c<em>Mi sento pi\u00f9 contadino che musicista. Questo \u00e8 il mio porto, il mio punto d\u2019arrivo. Qui voglio vivere, diventare vecchio\u201d. <\/em>Sono le parole che Fabrizio De Andr\u00e9 dedica alla sua Sardegna, l\u2019isola che ha amato profondamente e dove si \u00e8 consumato uno dei momenti pi\u00f9 drammatici della sua vita.<br \/>\nSull\u2019isola, insieme alla cantante e futura moglie Dori Ghezzi (la sposer\u00e0 14 anni dopo), Faber compra nel 1975 la tenuta dell\u2019Agnata, un appezzamento di terra semi abbandonato con il tipico \u201cstazzu\u201d, il casale gallurese in granito, circondato da una foresta di querce sempreverdi, a pochi chilometri da Tempio Pausania e da Nuraghe Majori. \u201c<em>La vita in Sardegna \u00e8 forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso\u201d.<\/em><br \/>\n&#8220;Ah, che bell&#8217; &#8216;o caf\u00e8, pure in carcere &#8216;o sanno fa co&#8217; a ricetta ch&#8217;a Ciccirinella, compagno di cella, c&#8217;ha dato mamm\u00e0&#8221;. Lui stesso defin\u00ec <strong>Napoli <\/strong>la sua patria morale, l&#8217;unico altro posto dopo <em>Zena <\/em>e la Gallura dove avrebbe potuto vivere. E con <em>Don Raffa\u00e8, <\/em>la sua canzone partenopea pi\u00f9 famosa, eredit\u00e0 della lezione dialettale appresa dai poeti Salvatore Di Giacomo e Libero Bovio, ha lasciato alla citt\u00e0 del Vesuvio un componimento che i giovani napoletani studiano anche fra i banchi di scuola.<br \/>\nL&#8217;America per De Andr\u00e8 era primariamente l&#8217;America dei nativi come testimonia l&#8217;album <em>L&#8217;indiano<\/em>.<br \/>\nMa anche quella &#8216;umana&#8217; raccontata nelle poesie di Edgar Lee Master.<br \/>\nL&#8217;ultima tappa non pu\u00f2 che essere a Staglieno, il cimitero di Genova. Ospita anche Faber. Per chi volesse portargli un saluto: entrare dall&#8217;ingresso laterale (sul lato sinistro rispetto all&#8217;entrata principale), imboccare sulla sinistra il viale degli Eroi caduti di tutte le guerre; oltrepassare l&#8217;archivolto della Galleria Montino e proseguire sino al cartello segnaletico del campo 22 chiaramente&nbsp; visibile sulla sinistra del viale che si sta percorrendo. La tomba della Famiglia De Andr\u00e8 \u00e8 proprio all&#8217;altezza di questo cartello. La si riconosce perch\u00e8 \u00e8 semplice e al suo interno c&#8217;\u00e8 una chitarra.<\/p>\n<p><strong><em>Track list<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>De Andr\u00e8_Quello che non ho<\/em><\/p>\n<p><em>De Andr\u00e8_La citt\u00e0 vecchia<\/em><\/p>\n<p><em>Baccini &amp; De Andr\u00e8_Genova blues<\/em><\/p>\n<p><em>De Andr\u00e8_<\/em><em>Monti di Mola<\/em><\/p>\n<p><em>De Andr\u00e8_Hotel Supramonte<\/em><\/p>\n<p><em>De Andr\u00e8_<\/em><em>Don Raffa\u00e8<\/em><\/p>\n<p><em>De Andr\u00e8_Fiume Sand Creek<\/em><\/p>\n<p><em>De Andr\u00e8_La collina<\/em><\/p>\n<p><em>Joy Division_Love Will Tear Us Apart<\/em><\/p>\n<p><em>De Andr\u00e8_Anime salve<\/em><\/p>\nngg_shortcode_0_placeholder\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Son passati venticinque anni da quando Fabrizio De Andr\u00e9 se n\u2019\u00e8 andato. Un soffio. Per ricordarlo abbiamo deciso di percorrere, insieme alle sue canzoni, le sue geografie. Ovviamente siamo partiamo da Genova, la sua citt\u00e0. 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