{"id":5196,"date":"2022-01-23T10:06:27","date_gmt":"2022-01-23T09:06:27","guid":{"rendered":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/?p=5196"},"modified":"2022-01-31T10:17:09","modified_gmt":"2022-01-31T09:17:09","slug":"lospizio-del-gran-san-bernardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/?p=5196","title":{"rendered":"L&#8217;ospizio del Gran San Bernardo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5197\" src=\"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/01_Colle-Gran-San-Bernardo-800x399.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/01_Colle-Gran-San-Bernardo-800x399.jpg 800w, https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/01_Colle-Gran-San-Bernardo-768x383.jpg 768w, https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/01_Colle-Gran-San-Bernardo-762x380.jpg 762w, https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/01_Colle-Gran-San-Bernardo.jpg 1147w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Al <strong><em>Gran San Bernardo<\/em><\/strong>, una delle regioni pi\u00f9 nevose dell\u2019arco alpino, l\u2019inverno non \u00e8 solo una stagione, ma uno spazio insieme ludico e spirituale. Per chi ama la natura e il silenzio. Per sincerarsene basta armarsi di sci e pelli di foca (o di ciaspole) ed andarci. <strong>Se oggi collega Valle d\u2019Aosta e canton Vallese,<\/strong> nei secoli ha unito regni e confederazioni, ed \u00e8 stata una delle pi\u00f9 importanti vie di accesso all\u2019Italia dall\u2019Europa occidentale. Ed \u00e8 proprio sulla cima del colle, a 2.473 metri d&#8217;altezza, che si staglia l&#8217;<a href=\"https:\/\/gsbernard.com\/fr\/\"><strong><em>Ospizio del Gran San Bernardo<\/em><\/strong><\/a>&nbsp;. Le sue fondamenta sono state costruite utilizzando i lastroni di pietra squadrati con cui i romani eressero, nell\u2019anno 18 a.C, l&#8217;antico tempio dedicato a Giove, \u00e8 stato aperto dall\u2019arcidiacono d\u2019Aosta <strong><em>Bernard de Menthon<\/em><\/strong> a met\u00e0 dell\u2019anno Mille e divenne la sede di una comunit\u00e0 religiosa fondata sul principio dell\u2019ospitalit\u00e0. Dopo ogni bufera, si scendeva sia sul versante italiano che su quello svizzero, alla ricerca di pellegrini o viaggiatori dispersi nella tormenta e, sino alla fine del secondo conflitto mondiale, l\u2019ospitalit\u00e0 era totalmente gratuita.&nbsp; Ancor oggi il nome del viandante non viene registrato e nella porta dell&#8217;ospizio non c&#8217;\u00e8 una chiave. I padroni di casa, i canonici, non sono monaci: vivono in contatto permanente con il mondo esterno&nbsp; e accolgono tutti a prescindere da quale sia la loro religione. D\u2019altra parte il loro motto, ancor oggi leggibile su una parete del rifugio, \u00e8 \u201cHic Christus adoratur et pascitur\u201d: Qui Cristo \u00e8 adorato e nutrito. Chi arriva qui adesso non lo fa pi\u00f9 per necessit\u00e0, salvo poche eccezioni. Come qualche africano che, arrivato in Italia via mare, cerca di raggiungere il nord Europa facendo il percorso inverso di <strong><em>Annibale<\/em><\/strong>. Oggi all\u2019ospizio arrivano escursionisti che praticano lo sci fuori pista o impegnative passeggiate con le racchette da neve. Ma, dato che da qui passa il cammino che raccorda Canterbury con Roma, \u00e8 la meta di pellegrini che seguono la <a href=\"https:\/\/www.viefrancigene.org\/it\/\"><strong><em>via Francigena <\/em><\/strong><\/a>. Ma pi\u00f9 semplicemente ci arrivano anche persone che oltre a un letto e a una zuppa bollente, vogliono provare l\u2019esperienza di vivere qualche giorno dentro a un luogo dello spirito.<\/p>\n<p>Se i canonici sono l\u00ec da un migliao di anni, i famosi <strong><em>cani San Bernardo<\/em><\/strong> ci vanno solo per le &#8216;ferie estive&#8217;. Traslocati dall&#8217;Ospizio, oggi vivono in un allevamento a <strong><em>Martigny<\/em><\/strong> di propriet\u00e0 della <a href=\"https:\/\/fondation-barry.ch\/IT\/\"><strong><em>Fondation Barry<\/em><\/strong><\/a>&nbsp;. Sono una trentina (per la precisione 27 femmine e 5 maschi).&nbsp; Storicamente il loro lavoro, grazie alla mole imponente, consisteva nell\u2019aprire le piste nella neve fresca per aiutare i pellegrini. Oggi \u00e8 cambiato, anche se continua ad avere una valenza sociale. Visite in&nbsp; case di riposo, carceri e scuole, pet teraphy, coaching, pedagogia con animali&#8230; Per incontrarli dal vivo basta andare a <a href=\"https:\/\/barryland.ch\/it\"><strong><em>Barryland<\/em><\/strong><\/a>&nbsp;, nelle adiacenze dell\u2019anfiteatro romano di Martigny. Qui i visitatori possono immergersi nella storia del cane nazionale svizzero e avere l&#8217;opportunit\u00e0 di ammirare dal vivo i San Bernardo durante il gioco, il riposo e l&#8217;addestramento.<\/p>\nngg_shortcode_0_placeholder\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>valais.ch\/it\/home<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al Gran San Bernardo, una delle regioni pi\u00f9 nevose dell\u2019arco alpino, l\u2019inverno non \u00e8 solo una stagione, ma uno spazio insieme ludico e spirituale. Per chi ama la natura e il silenzio. Per sincerarsene basta armarsi di sci e pelli di foca (o di ciaspole) ed andarci. 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