{"id":4203,"date":"2020-01-28T12:01:01","date_gmt":"2020-01-28T11:01:01","guid":{"rendered":"http:\/\/blogs.radiopopolare.it\/onderoad\/?p=4203"},"modified":"2020-01-28T12:01:01","modified_gmt":"2020-01-28T11:01:01","slug":"memphis-blues","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/?p=4203","title":{"rendered":"Memphis blues"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-4204\" src=\"http:\/\/blogs.radiopopolare.it\/onderoad\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/01_MEMPHIS_Soulsville-800x450.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/01_MEMPHIS_Soulsville-800x450.jpg 800w, https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/01_MEMPHIS_Soulsville-768x432.jpg 768w, https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/01_MEMPHIS_Soulsville-676x380.jpg 676w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&#8220;Con l&#8217;autostrada salto da una citt\u00e0 all&#8217;altra attraversando chilometri di niente, rigidamente a tre corsie, finch\u00e9 arrivo a <strong>Memphis<\/strong>. La citt\u00e0 del cotone, storicamente una delle pi\u00f9 alte concentrazioni di popolazione nera degli States. E\u2019 qui che nel 1960 vennero organizzate le prime marce per l\u2019integrazione razziale. Ed \u00e8 sempre qui che, su un balcone del <strong>Lorraine Motel<\/strong>, \u00e8 stato assassinato <strong>Martin Luther King<\/strong>, icona della lotta nonviolenta per i diritti civili. Era il 4 aprile del 1968 e, visitando oggi la citt\u00e0, sembra che tutto si sia fermato quel giorno. A partire dal Lorraine Motel, il cui aspetto esteriore non \u00e8 pi\u00f9 stato toccato. Davanti alla camera di King \u00e8 ancora posteggiata la sua macchina. L\u2019interno invece \u00e8 diventato un museo: il <a title=\"Museo dei diritti civili\" href=\"https:\/\/www.civilrightsmuseum.org\/\">Civil Right Museum<\/a>&nbsp;.<\/p>\n<p><strong>Beale Street<\/strong>, la via dove ci si pu\u00f2 ubriacare di musica ogni sera, dista pochi blocchi, ma sembra di essere gi\u00e0 in periferia. Nel museo si ripercorrono le principali tappe della lotta per i diretti civili: dalla color line ai rice riots, da Marcus Garvey a Malcom X, dalla ricostruzione della micro cella deve M.L. King venne rinchiuso nel \u201963 al bus di Rosa Parks. L\u2019ultima tappa \u00e8 nella camera dove era alloggiato King prima dell\u2019assassinio. Nulla \u00e8 stato toccato da quel giorno. Prima di uscire sul balcone dove venne ucciso una grande scritta: \u2018No turning back\u2019. Per andare avanti Memphis, la citt\u00e0 che \u00e8 stata patria del blues, culla del rock\u2019n\u2019roll e tempio del soul, sta cercando, grazie a un investimento miliardario, di trasformarsi in una citt\u00e0-museo. E\u2019 il caso degli <a title=\"Studi Sun\" href=\"https:\/\/www.sunstudio.com\/\">studi Sun<\/a>&nbsp;, dove Sam Phillips chiuse in una stanza il leggendario<strong> Million Dollar Quartet<\/strong> (Elvis Presley, Johnny Cash, Jerry Lee Lewis e Carl Perkins) per incidere l\u2019album che gener\u00f2 il rock\u2019n\u2019roll. O degli <a title=\"Studi della Stax\" href=\"https:\/\/staxmuseum.com\/\">studi della Stax<\/a>&nbsp;, l\u2019etichetta che grazie alle incisioni di Otis Redding, Sam &amp; Dave e Isaac Hayes rese grande l\u2019impero del soul. Oggi i due studi aprono le porte ai visitatori che possono accostare le labbra al microfono dove gorgheggiava Johnny Cash o ammirare una ricca documentazione sulla Blaxploitation, il cinema dei ghetti neri. L\u2019augurio \u00e8 che non si trasformino in piccole Graceland (https:\/\/www.graceland.com\/ ), l\u2019incredidibile casa \/ mausoleo di Elvis Presley. E\u2019 una specie di Disneyland dell\u2019anima, un luogo dove una quantit\u00e0 incredibile di oggetti inutili, foto e video in cui Elvis si aggira come se fosse nascosto nel giardino, mi stordisce per buona parte della visita. Trasportato alle soglie del surreale mi convinco che, ai piani superiori della casa, dove nessuno ha mai messo piede, se non The King, Elvis grasso e impacciato si goda lo spettacolo offertogli dai suoi fedeli. Per scacciare i fantasmi torno in Beale Street, dove in fondo alla via hanno montato la piccola casetta di legno, dipinta di grigio, dove \u00e8 nato <strong>W.C. Handy<\/strong>, il primo musicista afroamericano a trascrivere su un pentagramma un blues. Quello che \u00e8 venuto dopo lo si pu\u00f2 ascoltare tutte le sere nei cento locali del circondario&#8221;&#8230;<br \/>\n<em>(dal diario di viaggio lungo il Mississippi con gli ascoltatori di Radio Pop)<\/em><\/p>\nngg_shortcode_0_placeholder\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Con l&#8217;autostrada salto da una citt\u00e0 all&#8217;altra attraversando chilometri di niente, rigidamente a tre corsie, finch\u00e9 arrivo a Memphis. La citt\u00e0 del cotone, storicamente una delle pi\u00f9 alte concentrazioni di popolazione nera degli States. E\u2019 qui che nel 1960 vennero organizzate le prime marce per l\u2019integrazione razziale. 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