{"id":4110,"date":"2019-12-01T10:09:01","date_gmt":"2019-12-01T09:09:01","guid":{"rendered":"http:\/\/blogs.radiopopolare.it\/onderoad\/?p=4110"},"modified":"2019-12-02T10:27:59","modified_gmt":"2019-12-02T09:27:59","slug":"nashville-the-music-city","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/?p=4110","title":{"rendered":"Nashville, the music city"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-4111\" src=\"http:\/\/blogs.radiopopolare.it\/onderoad\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/01_Murales-Nashville-800x477.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"370\" srcset=\"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/01_Murales-Nashville-800x477.jpg 800w, https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/01_Murales-Nashville-768x458.jpg 768w, https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/01_Murales-Nashville-637x380.jpg 637w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>Nashville, <strong>Tennesee<\/strong>, una citt\u00e0 che nel suo nick name nasconde le sue fortune: <strong>Music City<\/strong>. A Nashville la musica arriva ovunque. Si spalma come spezia nel breakfast, uova pancetta e salsiccia. Vibra nelle corse dei runner durante la corsa mattutina lungo il ponte sul <strong>fiume Cumberland<\/strong>. Esce dai finestrini dei pick-up impolverati e rimbalza tra le pareti dei negozi per cow-boy. E fa la parte del leone nelle feste lungo la Broadway dei numerosi ragazzi americani che adottano questa citt\u00e0 per i loro adii al celibato (nubilato). Da queste parti la gente ha poche pretese, perch\u00e9 uno stato come il Tennessee, dove 15 persone su cento vivono sotto il livello di povert\u00e0 non lascia spazio alle illusioni. Qui per essere felici \u00e8 sufficiente una costoletta di bue inumidita dalla salsa dolciastra di queste parti, un buon giro di chitarra in sottofondo e una chiesa a portata di mano dove raccomandarsi al signore. Sovente musica e religione si confondono, ed \u00e8 capitato anche a <strong>Johnny Cash<\/strong>: musicista con un tenace attaccamento alle proprie origini, povere ma piene di dignit\u00e0 umana. Con una religiosit\u00e0 profonda e mai bigotta. Mosso dalla ricerca di un riscatto culturale per chi, come lui, viene dal basso. Tutto lo conoscono come The man in black, e il perch\u00e9 lo si capisce ascoltando l&#8217;omonima canzone: &#8220;Vesto di nero per i poveri e gli sconfitti \/ che vivono nella parte affamata e disperata della citt\u00e0 \/ Vesto nero per il prigioniero che ha pagato da tempo per il suo crimine \/ ma \u00e8 l\u00ec perch\u00e9 \u00e8 una vittima dei tempi. \/ Vesto nero per quelli che non hanno mai letto \/ o ascoltato le parole di Ges\u00f9 \/ Be&#8217;, stiamo andando benissimo, credo \/ nelle nostre macchine lampeggianti e nei nostri vestiti alla moda \/ ma almeno cos\u00ec qualcuno ci ricorda di quelli che rimangono indietro&#8230;&#8221;. Come centinaia di colleghi anche Johnny Cash si \u00e8 esibito al <strong>Grand Ole Opry<\/strong>, il pi\u00f9 longevo programma radiofonico del mondo. Tutti i pi\u00f9 grandi artisti del country, da quasi 90 anni, vi partecipano andando in onda sui 630 WSM &#8211; AM. Lo studio di registrazione \u00e8 un grande palco ospitato nella <strong>Opry House<\/strong>, a 16 km a est dal centro di Nashville, in quella che pomposamente \u00e8 chiamata <strong>Music Valley Opryland<\/strong>. Per avere la conferma di cos&#8217;\u00e8 l&#8217;Ameriaca basta visitare il <strong>Gaylord Opryland Resort<\/strong>, raggiungibile facilmente a piedi dall&#8217;Opry House. Definirlo Hotel o Resort \u00e8 riduttivo. Si tratta di una citt\u00e0 con tanto di servizi, racchiuso in gran parte da un ampolla di vetri gigante. In effetti proprio per questo motivo, all&#8217;interna si gode di un clima differente dall&#8217;esterno. La struttura comprende 19 ristoranti, da steakhouse di alto livello a semplici pizzerie, e include anche 36.500 m2 di spettacolari giardini interni che ospitano diverse cascate e qualche laghetto su cui si organizzano gite in barca. Per trovare la natura, quella vera, basta raggiungere, alla periferia di Nashville, l&#8217;inizio della <strong>Natchez Trade<\/strong>: 724 chilometri che collegano Nashville con Natchez, un porto fluviale che sorge poco prima che sterminate paludi accolgano nelle loro acque stagnanti il Mississippi. E&#8217; una sorta di laico Cammino di Santiago a stelle e strisce, percorsa da migliaia di &#8216;Pellegrini&#8217; che marciano immersi nella natura, guadando torrenti, costeggiando laghi e sostando in prossimit\u00e0 di tumuli di nativi, di monumenti che ricordano protagonisti della storia americana o di sterminate piantagioni di tabacco.<\/p>\nngg_shortcode_0_placeholder\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nashville, Tennesee, una citt\u00e0 che nel suo nick name nasconde le sue fortune: Music City. A Nashville la musica arriva ovunque. Si spalma come spezia nel breakfast, uova pancetta e salsiccia. Vibra nelle corse dei runner durante la corsa mattutina lungo il ponte sul fiume Cumberland. 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