{"id":2733,"date":"2018-01-14T17:30:17","date_gmt":"2018-01-14T16:30:17","guid":{"rendered":"http:\/\/blogs.radiopopolare.it\/onderoad\/?p=2733"},"modified":"2018-01-14T17:30:17","modified_gmt":"2018-01-14T16:30:17","slug":"iran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/?p=2733","title":{"rendered":"Iran"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2752\" src=\"http:\/\/blogs.radiopopolare.it\/onderoad\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/01_Teheran-800x389.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/01_Teheran-800x389.jpg 800w, https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/01_Teheran-768x373.jpg 768w, https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/01_Teheran-782x380.jpg 782w, https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/01_Teheran.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Teheran<\/strong> \u00e8 una capitale divisa in un Nord ricco, dove si costruiscono senza sosta nuovi palazzi e dove le Maserati dai colori bizzarri rombano intorno ai caff\u00e8 alla moda, e un Sud povero dove famiglie iraniane e migranti afgani vivono in case basse e vecchie, tra disoccupazione e tossicodipendenza. Una citt\u00e0 che, mentre viaggi dall&#8217;aeroporto al centro citt\u00e0, ti regala la visione di una costruzione da mille e una notte (che poi scoprirai essere il <strong>mausoleo dell&#8217;ayatollah Khomeini<\/strong>) e che sui muri al posto di disordinate tag propone incredibili <strong>murales<\/strong> in maiolica. La serie di contraddizioni che trovi nella capitale iraniana sono il paradigma della dicotomia tra modernismo e tradizione che regna nell&#8217;animo dei giovani persiani. Basta farci due chiacchiere per capire che hanno un orgoglio che spesso li spinge a sentirsi superiori agli arabi, agli ebrei, ai pachistani, agli indiani, ai turchi, ai curdi, agli afgani e, nello stesso tempo, a coltivare il culto del khareji, lo straniero. Secondo la scrittrice <strong>Lila Azam Zanganeh<\/strong>, \u201csono in balia, a volte preda, di un dualismo lancinante: l&#8217;attrazione per tutto ci\u00f2 che \u00e8 occidentale e il senso profondo della cultura locale e dell&#8217;orgoglio nazionale\u201d. I libri delle scrittrici iraniane sono un ottimo mezzo per entrare in un mondo cos\u00ec diverso dal nostro. Brioschi editore ha pubblicato i lavori di autrici iraniane che vivono nella Repubblica islamica dell&#8217;Iran e scrivono in persiano senza ammiccare all&#8217;Occidente. Farian Sabahi ne consiglia almeno un paio: &#8220;La scelta di Sudabeh&#8221; di <strong>Fattaneh Haj Seyed Javadi <\/strong>e &#8220;A Teheran le lumache non fanno rumore&#8221; di <strong>Zahra &#8216;Abdi<\/strong>. Per capire l&#8217;Iran di oggi \u00e8 anche opportuno visitare la citt\u00e0 di <strong>Mashad<\/strong>, dove sono iniziati i disordini delle scorse settimane. E&#8217; meta di pellegrinaggio religioso dove viene venerato Al\u012b al-Ri\u1e0d\u0101, l&#8217;ottavo Imam dello sciismo duodecimano, ed \u00e8 un buon punto di partenza per spingersi verso le verdi coste del <strong>Mar Caspio<\/strong>, e conoscere localit\u00e0 come <strong>Sari<\/strong> e <strong>Ramsar<\/strong>. Un viaggio che pu\u00f2 avere la sua apoteosi inerpicandosi sino a <strong>Masuleh<\/strong>: un villaggio a mille metri di altitudine con un\u2019architettura unica. Aggrappato al fianco della catena montuosa di Alborz, lungo un dislivello di circa cento metri, presenta una conformazione terrazzata in cui il tetto della casa inferiore costituisce il cortile e il marciapiede di quella superiore. Un eccellente esempio di ecosostenibilit\u00e0 sia per i materiali usati (le case sono in legno e argilla su due piani collegati da scale tortuose) che per i labirintici passaggi che collegano i vari strati cittadini che rendono impossibile l\u2019accesso delle auto.<\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-2733-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/blogs.radiopopolare.it\/onderoad\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/i-giovani-il-nazionalismo-la-poesia_by-Soheil.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/blogs.radiopopolare.it\/onderoad\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/i-giovani-il-nazionalismo-la-poesia_by-Soheil.mp3\">http:\/\/blogs.radiopopolare.it\/onderoad\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/i-giovani-il-nazionalismo-la-poesia_by-Soheil.mp3<\/a><\/audio>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come allegato a questa puntata un file con l&#8217;intervista a un ragazzo iraniano trentacinquenne. Da anni vive in Italia ed \u00e8 appena tornato da un viaggio in Iran, dove ha parlato con i ragazzi in piazza in queste ultime settimane.<\/p>\nngg_shortcode_0_placeholder\n<p>Ascolta il podcast: <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teheran \u00e8 una capitale divisa in un Nord ricco, dove si costruiscono senza sosta nuovi palazzi e dove le Maserati dai colori bizzarri rombano intorno ai caff\u00e8 alla moda, e un Sud povero dove famiglie iraniane e migranti afgani vivono in case basse e vecchie, tra disoccupazione e tossicodipendenza. Una citt\u00e0 che, mentre viaggi dall&#8217;aeroporto &hellip; <a href=\"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/?p=2733\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Iran<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[392],"class_list":["post-2733","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","tag-iran","without-featured-image"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2733","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2733"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2733\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2754,"href":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2733\/revisions\/2754"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2733"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2733"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/onderoad.radiopopolare.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2733"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}